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Elezioni USA. Datrix al dibattito de Il Sole 24 Ore, con le analisi di FinScience: “Dopo il voto americano: scenari internazionali tra economia e guerre”

L’esito delle elezioni americane ha confermato Donald Trump come 47° Presidente degli Stati Uniti, come dichiarato dagli elettori in anticipo rispetto alle previsioni. Questo risultato, inaspettato nella sua tempistica, ha aperto una riflessione sulle prospettive economiche e geopolitiche globali, approfondita nel dibattito “Dopo il voto americano: scenari internazionali tra economia e guerre” organizzato da Il Sole 24 Ore e moderato da Rosalba Reggio. Al dibattito hanno partecipato, oltre a Fabrizio Milano d’Aragona (CEO e co-fondatore di Datrix), altri illustri nomi: il Professor Giuliano Noci (Politecnico di Milano), il Professor Gianmarco Ottaviano (Università Bocconi) e il vicedirettore del Sole 24 Ore Daniele Bellasio.

Datrix ha portato un contributo unico al dibattito, grazie alle analisi sviluppate da FinScience, la società Fintech del Gruppo Datrix, create appositamente per questa tornata elettorale e che hanno supportato i contenuti editoriali del Sole 24 Ore (coordinati da Luca Salvioli e Silvia Martelli) popolando in tempo reale le dashboard della pagina dedicata alle Elezioni Lab24.

Per chi si fosse perso la diretta, di seguito è possibile rivedere l’interessante dibattito:

https://www.youtube.com/watch?v=bGsiH8kC01c

Qui sotto un approfondimento sugli interventi di Fabrizio Milano d’Aragona durante la diretta e alcune considerazioni di Alessio Garzonio, Principal Finscience e coordinatore del progetto di collaborazione con il Sole 24 Ore.

Una metodologia distintiva che potenzia la granularità del dato grazie alle tecnologie AI di Finscience

La metodologia alla base del progetto che ha alimentato le dashboard della pagina Lab24 dedicata alle Elezioni Americane ha permesso un’analisi completa, grazie alla combinazione di dati tradizionali e alternativi ad alta granularità. Questo metodo innovativo ha consentito di raccogliere e interpretare non solo dati convenzionali ma anche informazioni non strutturate, come articoli, interazioni social e ricerche web. La forza di questa analisi risiede nella capacità di individuare trend e sentiment a livello di singoli stati e contee, mettendo in risalto temi che hanno avuto impatti differenti nelle varie aree geografiche degli Stati Uniti.

Questo processo è reso possibile da moderni strumenti di intelligenza artificiale, che permettono l’elaborazione di enormi volumi di dati e la sintesi di insight significativi.

I temi caldi messi in luce dalle analisi di Finscience

Entrando nel dettaglio delle analisi, ciò che è emerso come netta differenza rispetto alle elezioni del 2020 è che “mentre alcuni temi come i diritti delle donne e l’aborto hanno avuto rilevanza mediatica nazionale, nei cosiddetti swing states hanno assunto una dimensione molto più sfumata.”

In queste aree gli elettori hanno prestato particolare attenzione a temi economici come l’inflazione e, in alcuni stati chiave, all’immigrazione. Aborto ed economia sono stati i temi centrali di questa campagna, promossi fortemente rispettivamente da Kamala Harris e Donald Trump. Harris ha fatto dell’aborto un suo cavallo di battaglia, conquistando il consenso di gran parte dell’elettorato femminile e progressista. Dall’altro lato, Trump ha puntato sull’economia, rafforzando la sua immagine di leader capace di migliorare il benessere degli americani.

Un’ulteriore differenza rispetto alle elezioni del 2020 è il ruolo dei personaggi secondari.

Le analisi hanno permesso di “monitorare in tempo reale la percezione dell’opinione pubblica sulle proposte politiche e sulle figure di spicco, come quella di Elon Musk, la cui influenza sulla campagna di Trump è stata rilevante sia in termini di temi trattati che di supporto strategico.”

Elon Musk ha ricoperto un ruolo di primo piano, dominando spesso il dibattito mediatico e social con dichiarazioni e prese di posizione che hanno influenzato una parte rilevante dell’elettorato. Sebbene i principali sostenitori democratici, come Taylor Swift e Beyoncé, abbiano mantenuto una presenza significativa, il loro impatto è risultato meno incisivo rispetto a quello di Musk: il suo ruolo è stato molto attivo in campagna elettorale, riuscendo a spostare l’attenzione su tre temi chiave quali: semplificazione dello Stato, politiche industriali e libertà di espressione sui media. Proprio quest’ultimo punto ha riscosso grande interesse, proponendo una narrazione che sposta il confronto da una sfida tra candidati a una lotta tra establishment e popolo.

La variabilità distintiva di questa campagna elettorale resa evidente dalla granularità del dato: l’impatto dei candidati su stati e microsettori

La campagna elettorale è stata particolarmente instabile e mutevole, molto più che in altre recenti elezioni americane. L’integrazione di dati tradizionali e alternativi ha permesso un monitoraggio in tempo reale dei momenti chiave della campagna e dei cambiamenti nelle performance dei candidati, inclusi i risultati inizialmente simili tra Biden e Trump, il crollo di Biden a seguito del dibattito televisivo, l’entusiasmo iniziale per Kamala Harris e infine il testa a testa tra Trump e Harris negli swing states.

Con Trump in testa, il quadro politico mostra un presidente eletto che influenzia le priorità dei singoli stati su questioni concrete, come la produzione di energia e il fracking in Pennsylvania.

L’analisi delle conversazioni online, che spesso anticipava le tendenze dei sondaggi, ha permesso al Sole 24 Ore di tracciare un quadro dettagliato dei sentiment politici degli americani. Questa metodologia avanzata, resa possibile dall’intelligenza artificiale, ha evidenziato come i principali temi abbiano avuto un impatto rilevante sulle performance dei candidati, sia a livello federale che statale.

Le analisi hanno evidenziato che nella Sunbelt, che comprende stati come Arizona, Texas, Georgia e Florida, la candidatura di Harris ha registrato una forte crescita grazie al sostegno delle minoranze locali, mentre Trump ha consolidato la sua posizione puntando su economia e immigrazione. In particolare, grazie al sostegno delle minoranze etniche, Harris ha ridotto il distacco da Trump, riuscendo anche a superarlo in alcuni sondaggi. Tuttavia, in stati come Arizona, dove il tema dell’immigrazione è più sentito, Trump è riuscito a mantenere un vantaggio. La Georgia si è rivelata fondamentale per Harris, con uno scarto ridotto allo 0,6% grazie al sostegno della comunità afroamericana e di figure di spicco come Stacey Abrams e l’ex presidente Obama.

Nel Midwest, invece, sebbene Harris abbia cercato consenso con un piano di sostegno alle PMI, le preoccupazioni economiche, come l’inflazione, hanno favorito Trump. La Pennsylvania e il Michigan sono stati determinanti: in Pennsylvania, un errore comunicativo ha messo Harris sotto i riflettori, mentre in Michigan, il tema della politica estera ha inciso fortemente sul voto musulmano.

Elemento innovativo di questa campagna elettorale è stato l’orientamento strategico dei candidati su microsettori specifici piuttosto che su interi settori, come invece avveniva in passato. “Il vantaggio del nostro approccio sta nel valutare il collegamento dei due candidati con microsettori e titoli azionari, infatti il cambiamento riflette una comprensione più granulare delle esigenze di mercato, mostrandoci quanto oggi i temi economici siano diversificati e molto più complessi di una semplice distinzione tra repubblicani e democratici, o tra pubblico e privato.”

Ad esempio, Kamala Harris ha posto l’accento sui carburanti eco-compatibili, considerandoli una soluzione più immediata e applicabile per ridurre l’impronta carbonica nei trasporti, rispetto all’adozione esclusiva di tecnologie come l’elettrico, più lenta a diffondersi. La sua proposta di incentivare l’utilizzo di questi carburanti avrebbe potuto dare un forte impulso ad aziende come Gevo, attiva nella produzione di carburanti eco-friendly.

Nel settore energetico, sebbene Trump sia noto per il sostegno ai combustibili fossili, il suo approccio protezionista potrebbe paradossalmente favorire alcune industrie legate alle rinnovabili, come il solare. Le politiche di Trump, volte a promuovere la produzione nazionale e ridurre le importazioni da paesi concorrenti come la Cina, potrebbero aprire nuove opportunità per le aziende americane di pannelli solari, come First Solar, che ne trarrebbero beneficio in un contesto più favorevole.

Nel settore sanitario Trump ha favorito un approccio meno regolamentato, e questa posizione potrebbe favorire i settori delle cure tradizionali e dei dispositivi medici. Aziende come Humana e UnitedHealth, attive nelle assicurazioni private e nell’assistenza sanitaria, potrebbero trovare terreno fertile grazie a un contesto che valorizza la concorrenza di mercato e il consolidamento delle cure a pagamento, garantendo a queste imprese una maggiore espansione.

Al contrario, Harris ha mostrato un forte interesse per la telemedicina, un settore emergente che si inserisce nella sua visione di sanità pubblica più accessibile e diffusa. Tra le sue proposte vi erano investimenti per migliorare l’accesso alla telemedicina, rendendola disponibile a una parte più ampia della popolazione tramite il sistema pubblico.

La sicurezza interna è un altro settore su cui Trump si è concentrato, sostenendo politiche di “law and order” che, con una gestione più rigorosa di carceri e sicurezza, favorirebbero aziende come CoreCivic, attive nella gestione delle carceri private. Le sue posizioni a favore di un inasprimento delle politiche di sicurezza e della protezione dei confini potrebbero quindi incentivare un maggiore uso di questi servizi, sostenendo la crescita di queste realtà.

Inoltre, Trump ha dimostrato un interesse particolare per il settore dei semiconduttori, soprattutto nel contesto della competizione con aziende straniere come TSMC. Grazie al suo approccio protezionista e alla volontà di ridurre tasse e aumentare i dazi per i competitor stranieri, aziende americane come Micron e GlobalFoundries potrebbero trovare importanti opportunità di crescita, rafforzando il settore tecnologico nazionale e rendendolo più competitivo a livello globale.

Infine, il settore delle criptovalute potrebbe beneficiare dal contesto deregolamentato promosso da Trump, con un approccio orientato a semplificare le regolamentazioni per stimolare la crescita economica e tecnologica. Ciò potrebbe creare un ambiente più propizio per piattaforme come Coinbase o per realtà come MicroStrategy, attive negli investimenti in criptovalute, in un mercato che si aprirebbe a una crescita meno vincolata dalle restrizioni federali.

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