Giunta alla sua 24ª edizione, l’evento Donna, Economia e Potere, organizzato dalla Fondazione Marisa Bellisario, ha visto la partecipazione di Mauro Arte, Direttore Generale e Co-Fondatore di Datrix al tavolo di discussione Intelligenza Artificiale: Regole, Mercato, Etica.
L’obiettivo della tavola rotonda, moderata da Carlo Alberto Maffè – Professore presso la School of Management dell’Università Bocconi, era esplorare come l’IA stia influenzando il mercato del lavoro e lo sviluppo di nuove regole e regolamentazioni, oltre al panorama economico e organizzativo di aziende e pubbliche amministrazioni, evidenziando le sfide etiche e considerando come Europa e Italia si stiano posizionando in questo contesto, con uno sguardo alle implicazioni geopolitiche.
Per l’occasione, abbiamo raccolto le dichiarazioni di Mauro, che ci ha offerto una panoramica esclusiva degli argomenti discussi durante l’incontro, portando alla luce i temi più rilevanti e le sfide attuali in ambito tecnologico e normativo.
La regolamentazione dell’intelligenza artificiale ha occupato una posizione centrale nel dibattito. Le misure europee, come afferma Mauro Arte, “pur rappresentando un importante primo passo, devono trovare un equilibrio tra l’esigenza di una leadership etica e la necessità di non frenare lo sviluppo industriale. In uno scenario in cui Stati Uniti e Cina stanno sviluppando rapidamente la loro tecnologia, spesso senza i vincoli europei relativi a privacy e diritti fondamentali, è fondamentale evitare una rigidità regolatoria eccessiva che potrebbe penalizzare l’Europa e, in particolare, le PMI e le startup.”
Il mondo del lavoro è già soggetto a importanti trasformazioni a causa dell’IA. Secondo una ricerca di Goldman Sachs, il 75% delle professioni attuali potrebbe essere significativamente modificato nei prossimi anni, ma si stanno creando anche nuove figure professionali come quella del data scientist, oggi presente in molte aziende. “La principale sfida sarà quindi garantire una formazione adeguata e versatile, che combini competenze tecniche, umanistiche e creative per preparare i lavoratori a un contesto in costante evoluzione, dove saranno richieste capacità analitiche e una comprensione etica dell’IA” osserva Mauro.
Affrontando il tema delle sfide tecnologiche e infrastrutturali dell’Europa nell’ambito dell’IA, Arte spiega: “L’Europa possiede un patrimonio informativo molto vasto grazie alla sua base di PMI operative in diversi settori industriali strategici e alla digitalizzazione avvenuta con l’Industria 4.0, fattori che la rendono potenzialmente competitiva nell’applicazione dell’IA in campo industriale. Tuttavia, è fondamentale che le normative tutelino la sovranità tecnologica europea, per evitare che i grandi player americani dominino il mercato. La visione di Datrix, ad esempio, punta proprio a questo, valorizzando l’IA come strumento di efficienza e produttività per le PMI, senza rinunciare alla privacy e sicurezza dei dati.”
Prosegue: “sebbene la crescita delle librerie di algoritmi open-source abbia stimolato l’innovazione, ha anche imposto dei limiti. La ricerca accademica americana, influenzata dalle grandi aziende tech statunitensi, si sta concentrando sempre più sull’IA generativa, come i Large Language Models (LLM), trascurando le applicazioni industriali e l’Industry 5.0. Da questa prospettiva, il Gruppo Datrix si concentra sull’IA industriale, dove vede un campo di applicazione con ampio margine di crescita, in cui l’Europa può assumere un ruolo di leadership, mentre invece, nel campo dell’IA generativa, il divario con gli Stati Uniti è difficile da colmare, sia per differenze tecnologiche sia per i capitali investiti.”
Un ulteriore aspetto emerso durante il dibattito riguarda l’etica e la sostenibilità dell’IA. “L’intelligenza artificiale non deve essere una ‘scatola nera’, ma piuttosto uno strumento chiaro e comprensibile che operi all’interno di sistemi aperti e trasparenti. L’Industry 5.0 mira infatti a combinare l’IA con la creatività umana, con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità e affrontare le sfide ambientali e sociali. In questo contesto, la formazione gioca un ruolo cruciale: l’integrazione di competenze e culture diverse può ridurre i bias, favorendo un uso etico della tecnologia e migliorando al contempo la reputazione e la produttività delle aziende” conclude Mauro.
È quindi evidente come l’intelligenza artificiale rappresenti non solo una sfida tecnologica, ma anche un’opportunità straordinaria per ridefinire il mercato del lavoro, migliorare la produttività e promuovere una leadership etica e sostenibile a livello europeo. Il suo futuro dipenderà dalla capacità di bilanciare innovazione e governance, permettendo alle aziende di crescere e innovare senza rinunciare al rispetto dei diritti fondamentali e dei valori europei.



RASSEGNA STAMPA
Il 9 dicembre, in allegato a Il Sole 24 Ore, sarà in edicola l’inserto Le Protagoniste, dedicato alla 24ª edizione di Donna Economia & Potere, dove sarà possibile trovare il racconto, il resoconto e le foto delle due giornate di lavori.




